giovedì 9 novembre 2017

UIA restauro, eccellenza di Venezia

Tecnica del restauro ligneo all'UIA - Università Internazionale dell'Arte
Dal 1970 a Venezia, sull'isola della Giudecca, l'UIA – Università Internazionale dell'Arte prepara i futuri custodi del patrimonio artistico: i tecnici del restauro di beni culturali.

di Luca Ferrari

Secchi d'acqua, resine, disegni. Pennelli, spatole ed elmetti anti-infortunistica. Piccoli flash di chi ha scelto d'intraprendere la professione di tecnici del restauro di beni culturali. Un lavoro duro. Un mestiere che affonda le sue radici nei secoli più esaltanti della storia dell'arte dell'umanità. Un “impiego” capace di metterti a pochi millimetri da opere di rara bellezza, arrivate fino a i giorni nostri e ora sotto i ferri per continuare a tramandare l'opera umana. Un mestiere che da più di trent'anni si apprende a Venezia, presso l’UIA - Università Internazionale dell'Arte.

“Lavorare nel mondo del restauro è una bellissima sensazione” spiega Enrico De Bortoli, ex-studente dell'UIA, “È affascinante perché hai la responsabilità di capire la tecnica dell'artista e rispettarla. Capire cosa volesse esprimere. È un lavoro molto teorico slegato dalla materia scientifica, ma allo stesso tempo la devi conoscere. Il tecnico del restauro di beni culturali è una figura artigiana che deve saper usare i nuovi prodotti e materiali. Tutto nel rispetto e veridicità della Storia”.

In principio “normale” istituto con regolari tariffe, con l'inizio del terzo millennio a partire dall'anno formativo 2000, la scuola ha cominciato a essere interamente finanziata dalla Regione Veneto-FSE e attualmente, in base alla Direttiva riferita alla DGR 1094 del 13 luglio 2017 ed emanata dalla Direzione  Formazione e Istruzione, vengono ammessi tra i 15 e i 20 studenti, “ma solitamente per esigenze didattiche ne accettiamo massimo 18” spiegano dall'attiva segreteria.

Il test d'ingresso consiste in una prima prova grafica lineare al tratto a matita, una seconda di colore con acquerelli e a seguire un colloquio motivazionale e sulle conoscenze della storia dell'arte con particolare riferimento ai grandissimi pittori/scultori dell'Antichità e ai siti storico-artistici di maggior interesse della città di Venezia. La finalità della prova grafica consiste nel saper eseguire una riproduzione a mano libera di un elemento decorativo con l'utilizzo della quadrettatura. La seconda invece viene richiesta per verificare la capacità di eseguire l'accostamento di più colori, con particolare attenzione agli accordi giallo-rosso-blu e arancio-viola-verde per mezzo di stesure a velatura all'interno di una griglia geometrica.

Per gli allievi che verranno ammessi, “ciò che li aspetta” è un triennio così suddiviso: 1° anno dedicato al legno, 2° anno ai materiali lapidei e 3° anno dipinti murali & affreschi. Terminata la scuola, la cui sede si trova nella storica Villa Hèriot, sull'isola della Giudecca (calle Michelangelo 54/P), lo studente sarà in grado di operare sui tutti i tre settori d'intervento e dunque avere maggiori possibilità di impiego dentro e fuori i confini nazionali. Teoria si infatti, ma anche molta pratica prima con i fondamentali cantieri-scuola e poi con gli stage aziendali.

Nel corso degli anni infatti, sotto l'esperta guida di restauratori professionisti, i tanti tecnici del restauro hanno operato in svariati edifici veneziani, italiani e all'estero. Tra i vari lavori, nell'antica Serenissima hanno operato sulle sculture e decorazioni architettoniche della chiesa di San Marcuola, la facciata di Ca' d'Oro, gli affreschi a nella chiesa di San Geremia e quelli neoclassici di Palazzo Celsi.

Sul fronte degli stage aziendali invece, la scuola ha dato l'opportunità agli studenti di operare sulla Cattedrale di Santo Stefano a Vienna; palazzi storici nella città dell'Aquila; la cattedrale di Chartres, in Francia; la facciata del Duomo di Conegliano; la chiesa di S. Antonio a Padova; la cattedrale di Noto; il teatro Regio di Torino; la basilica di San Marco, le Procuratie Vecchie (quest'anno festeggiano 500 anni, ndr), Palazzo Ducale a Venezia e non per ultimi, gli arredi lignei della reggia di Versailles a Parigi.

L'Italia non è solo traboccante di opere d'arte da ammirare ma è anche la custode di un sapere che stranieri da tutto il mondo bramano di apprendere. Ne è una dimostrazione la presenza di studenti stranieri sbarcati a Venezia per studiare all'UIA da (quasi) tutti i continenti: Asia (Giappone), Europa (Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna , Grecia, Norvegia, Repubblica Ceca, Spagna,  Svizzera, Turchia), Nord America (Stati Uniti) e Sud America (Argentina, Brasile).

La vocazione internazionale dell'UIA emerge da un altro aspetto e di lunga data. A partire dalla metà degli anni Ottanta infatti, grazie all'impegno della storica dell'arte ed esperta di Paolo Veronese, la prof.ssa Diana Gisolfi, è cominciata una proficua collaborazione con il Pratt Institute di New York. È ormai consuetudine che ogni estate arrivino dalla Grande Mela studenti per fare la conoscenza dell'arte italiana, veneziana e delle tecniche del restauro qui insegnate.

Salgo sui ponteggi. Entro nel mio studio. Una nuova esperienza mi si presenta davanti. Ogni dì. Piccole variazioni dialogano col Tempo. Io sono qua, davanti alle tangibili tracce dell'Arte. Testimone e creatore in prestito. Assisto e opero. Verifico e pongo domande. Giorno dopo giorno. Un percorso deciso e mutabile. Il sole di oggi non sarà la bora del domani. Il mondo scorre attorno a me e io faccio la mia parte. Il mio contributo è nella conoscenza e l'applicazione. Storie di tutti noi, tecnici del restauro di beni culturali.

UIA_Cantiere Didattico 2009-2011 San Francesco della Vigna

Giudecca (VE), la sede dell'UIA © Luca Ferrari
Giudecca (VE), la sede dell'UIA © Luca Ferrari
Giudecca (VE), la sede dell'UIA © Luca Ferrari
I laboratori dellUIA
Restauro ligneo in corso all'UIA
Restauro in azione
Restauro in corso
Restauro lapideo in corso
Studenti dell'UIA durante un cantiere lavoro

mercoledì 4 ottobre 2017

Bressanone, le delizie dell'Alto Adige

Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - torta al grano saraceno & il buchteln © Luca Ferrari
Viaggio a Bressanone (Bz), nel cuore della 15° edizione del Mercato del pane e dello strudel. Il meglio della cucina altoatesina nel nome degli ingredienti più naturali.

di Luca Ferrari

Festa di sapori, festa delle genti. A Bressanone (Bz) per il 15° anno consecutivo è tornato il Mercato del pane e dello strudel (29 settembre – 1 ottobre). “Un tempo il grosso dei visitatori veniva di sabato, ma nelle ultime edizioni si concentra soprattutto la domenica” spiega Marion Fischer, Organizzazione export Alto Adige della Camera di commercio di Bolzano.“Nell'ultimo giorno della rassegna iniziamo un po' più tardi affinché la Santa Messa non venga disturbata, e finiamo verso le h. 18 perché tutti i panettieri devono tornare nelle rispettive vallate e preparare il pane per il giorno dopo”.

Il viaggio da Venezia a Bressanone ha sempre il suo fascino. In tre ore e poco più si passa dalla laguna al profondo Alto Adige. Parcheggiato comodamente appena fuori il centro nevralgico della città, non c'è bisogno di chiedere informazioni o aprire per l'ennesima volta Google Maps. È sufficiente seguire le persone che si riversano verso il Duomo e lì farsi rapire da quella magia ormai sempre più sbiadita nelle città e ad appannaggio dei soli ricordi dei nonni. Qui invece, a Bressanone, gli antichi mestieri sono il business moderno del presente e del domani.

“In questa edizione abbiamo voluto fare un un regalo a chi ha avuto l'idea di questo Mercato ed è sempre tornato in tutte le 15 edizioni” continua Marion, “Una piccola statuetta in bronzo con la santa del pane di questa zona, Santa Notburga. Il nostro obiettivo è sensibilizzare sul regio grano, prodotto nelle vallate della zona. Visto il grande successo delle passate edizioni, anche quest'anno è stato realizzato il workshop per adulti (di 45 minuti ciascuno) per imparare a cucinare il pane e portarsi a casa il prodotto”.

Pane. Mele. Latte. Vino. Nel corso dell'anno sono tanti gli eventi realizzati per la promozione dei prodotti tipici altoatesini. Il 2017 è stato un anno alquanto bizzarro. Caldo record in gran parte della penisola, poche piogge e allo stesso tempo violenti grandinate che hanno minato anche il raccolto delle mele. La manifestazione a ogni modo non è mai stata in discussione e i tanti visitatori hanno potuto scoprire gli stand e le innumerevoli prelibatezze. Il venerdì in in particolare le famiglie dell'Alto Adige, il weekend più italiani, austriaci e tedeschi, questi ultimi in odore di ponte vacanziero poiché il 3 ottobre si festeggia la festa dell'unità della Germania.

Dopo tanta attesa, arriva il momento più dolce della giornata. Gli assaggi più che robusti. La priorità ce l'hanno sempre loro, i canederli. Soffici al burro fuso con speck. Una delizia a cui è impossibile rinunciare. Dopo una sontuosa fetta di strudel, via alle altre delizie dolciarie. Prima i più piccini krapfen al papavero, quindi la torta al grano saraceno e il buchteln, una soffice e doppia brioche con cuore di marmellata e intinta nella crema alla vaniglia.

Trovo la “forza” di rialzarmi e ricomincio a vagabondare per gli stand assaggiando fregole dei tanti pani, lo zelten (il dolce natalizio) e pezzettini di pane nero spalmati di candido burro. In mezzo a tutta questa bontà genuina, c'è un piatto davvero unico che caratterizza Bressanone e/o l'Alto Adige? “Dipende dalla stagione e dalla zona” conclude Marion Fischer, sempre gentile e precisa nelle sue risposte, “Adesso per esempio è il periodo del Torggelen, degustazione di vino e castagne”.

Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - fornai in azione © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - si miete il grano © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - assaggini di burro © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - ravioli di segale © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - gli inimitabili canederli © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - lo strudel, dolce alle mele © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - krapfen al papavero © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - folclore musicale © Luca Ferrari
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel © Luca Ferrari

mercoledì 27 settembre 2017

Alto Adige, la festa dei sapori genuini

Santa Maddalena (Bz), lo Speckfest
Sapori genuini e tradizione. Dal 29 settembre al 1 ottobre va in scena la 15° edizione del Mercato del pane e dello strudel a Bressanone e lo Speckfest a Santa Maddalena (Bz).

di Luca Ferrari

È tornato. Sono tornati. Organizzato e seguito dall’IDM Alto Adige di Bolzano, il Mercato del pane e dello strudel di Bressanone e lo Speckfest di Santa Maddalena (Bz) sono pronti ad alzare il sipario sulla rispettiva 15° edizione. Da venerdì 29 settembre a domenica 1 ottobre il primo, il solo weekend il secondo. Tre giorni complessivi per scoprire e assaporare un mondo autentico fatto di sapori, tradizioni e quella tipica genuinità di una delle più belle province d'Italia, l'Alto-Adige.

Bressanone (29 set.-1 ott.). Al centro del Mercato, uno degli alimenti che vanta in Alto Adige una lunghissima tradizione tutt’oggi sempre più viva e sentita: il pane e tutte le sue varietà. Dal celebre pane di segale croccante alla pagnotta pusterese, fino alla pagnotta venostana in coppia, tutti a Marchio di Qualità Alto Adige che garantisce l’utilizzo di ingredienti naturali e cereali di provenienza locale. Una tre giorni da vivere all'ombra dell'imponente Duomo di Santa Maria Assunta e San Cassiano potendo ammirare ancge il corteo di panificatori e pasticceri.

Ogni vallata (ovviamente) ha le sue specialità e tradizioni che ogni panettiere custodisce gelosamente nelle sue ricette, tanto che lo stesso tipo di pane può avere gusti diversi a seconda del panificio dove viene prodotto. Il segreto della grande varietà di pane risiede proprio qui, nelle peculiarità regionali e culturali dell’Alto Adige. Nel corso della manifestazione, spazio ai laboratori del pane (assai amati dai piccini) ma come suggerisce il nome dell'evento, non c'è solo pane.

Tante, soffici e dolcissime varietà di strudel attendono infatti i palati di tutti i fortunati visitatori. E non sarà certo l'unica specialità dolciaria a essere sfornata. Si potrà gustare anche la “cult” torta al grano saraceno, i mini-krapfen al papavero (chi li prova non li dimentica, ndr) e l'inimitabile frittata dolce Kaiserschmarren. Da non trascurare il laboratorio del burro artigianale e per brindare a tutto questa meraviglia, nulla di meglio del vero e inimitabile succo di mela.

Pane, mele, strudel ma non solo. Tra i banchetti in piazza Duomo di Bressanone ci si potrà tuffare anche tra le più tipiche specialità salate, a cominciare dagli indiscussi sovrani: i canederli, in più varietà. Insieme a loro, anche la sempre gettonata “merenda tirolese”. Un'ultima nota importante. Anche quest’anno il Mercato del pane e dello strudel così come lo Speckfest saranno a tutti gli effetti green event, sono cioè organizzati e programmati secondo criteri sostenibili come l’utilizzo di prodotti biologici e la gestione intelligente dei rifiuti.

Una mezz'ora di macchina e via, si parte alla volta della verde Santa Maddalena, idilliaco paesino della Val di Funes circondato dall’incantevole cornice naturale del gruppo alpino delle Odle, per celebrare a dovere il re dei salumi altoatesini: lo speck Alto Adige IGP.  Nato da un’iniziativa comune dell’Associazione Turistica Val di Funes, del Consorzio Tutela Speck Alto Adige e di IDM Alto Adige, la due giorni dello Speckfest sarà all’insegna del divertimento scandito attraverso canti, danze folcloristiche, specialità regionali e per l'occasione del 15° anniversario della manifestazione, anche workshop, giochi a premi e video Virtual Reality.

Da prendere nota  il workshop sulle fasi di produzione dello speck e del suo uso in cucina, offrendo così ai neo-cuochi la possibilità di preparare (e assaggiare) i canederli allo speck. Oltre ai vari giochi a premi, è ormai diventato un appuntamento immancabile l'elezione del Gletscherhons, il tagliatore più veloce di speck, e la Regina dello Speck, il tutto condito da una vasta proposta gastronomica: dai piatti tipici come i classici taglieri di Speck Alto Adige IGP, i canederli o i Gröstel (patate arrostite e speck), fino alle pietanze più creative come la vellutata di zucca con fettine di speck, l’insalata di cavolo cappuccio.

Ulteriore ciliegina sulla torta in questo weekend altoatesino, domenica 1 settembre si svolgerà a Termeno (Bz) l'evento Grapperie Aperte, alla scoperta della distilleria Roner, con degustazioni (h.10-18, della durata di mezz'ora ciascuna che permetteranno ai visitatori di assaporare le specialità degli omonimi prodotti Roner e altrettanti vini della tenuta Ritterhof. Le visite si concluderanno con l’assaggio di piatti innovativi proposti dal ristorante della tenuta Ritterhof in collaborazione con il pastificio Felicetti, che utilizza la pregiata linea Monograno. E per chiudere in bellezza, sulla splendida terrazza panoramica la Barlady di Roner preparerà cocktail e aperitivi.

Per ulteriori approfondimenti sul Mercato del pane e lo Speckfest, una serie di articoli delle passate edizioni. Buona lettura... e buon appetito!
Bressanone, il Duomo e la festa del pane e dello strudel © Antonietta Salvatore
Bressanone, festa del pane e dello strudel - soffici strudel © Antonietta Salvatore
Bressanone, festa del pane e dello strudel - soffici canederli © Antonietta Salvatore
Bressanone, festa del pane e dello strudel - la tipica merenda tirolese © Antonietta Salvatore
Bressanone, festa del pane e dello strudel - suonatori © Antonietta Salvatore
Bressanone, festa del pane e dello strudel - la preparazione del burro artigianale © Antonietta Salvatore
Bressanone, festa del pane e dello strudel - mele & porzioni di strudel © Antonietta Salvatore

venerdì 22 settembre 2017

I dolci della Vecchia

Una deliziosa zeppola di San Giuseppe © Luca Ferrari
Ci sono persone golose di dolciumi. Ci sono persone speciali il cui ricordo rimarrà imperituro nel cuore, nella memoria e nella condivisione di pastine, frittelle e altre squisitezze.

di Luca Ferrari

Questo non è un trattato di cucina né vi illustrerò ricette. Questo vuole essere un tributo a una persona speciale che da ieri non c'è più. Una donna che ha vissuto per 91 anni diventando madre, nonna e per qualche mese anche bisnonna. Donna sempre molto schiva e mai rinunciataria qualora si trattasse di viziarsi con le tante specialità di dolci. Non ho idea ci cosa ci sia nell'Aldilà e non ho nessun problema a sottolineare di non crederci, ma non fa differenza. Oggi e per sempre le voglio dedicare tutti questi dolciumi, sperando che da qualche parte se li possa ancora gustare.

Si parte da uno dei miei ultimi acquisti in fatto di conoscenza, le zeppole di San Giuseppe, scoperte e gustate in quel di Corigliano Calabro. Spazio poi alle tante prelibatezze veneziane, a cominciare dal cestino di zabaione, molto apprezzata dalla Signora in questione, insieme alla pastina traboccante di panna e fragole. Per chi abita in laguna Carnevale significa solo una cosa: frittelle, da gustare alle mele, e nelle sublimi varietà di crema zabaione. L'estate si è appena conclusa ma una vera giornata di spiaggia al Lido di Venezia non è degna di questo nome senza una sontuosa brioche con gelato.

Ogni volta che mangerò queste e tante altre delizie dolciarie, mi tornerai in mente tu e sarà come ci stessimo strafogando insieme.

Pastine assortite: cestino al rum e il trionfo di zabaione © Luca Ferrari
Pastine assortite © Luca Ferrari
Il dolce Due Lune © Luca Ferrari
La crema Klondike © Luca Ferrari
Un gigantesco baba' © Luca Ferrari
Brioche con gelato © Luca Ferrari
Frittella con crema © Luca Ferrari
Frittelle assortite con crema e zabaione © Luca Ferrari

lunedì 28 agosto 2017

Finlandia, terra di spontanea meraviglia

Renne a spasso tra Oulanka e Kuusamo © Luca Ferrari
Per celebrare a dovere il mio primo viaggio all'estero in versione "babbo", niente di meglio di un libro di poesie interamente scritto lassù, nella meravigliosa Finlandia.

di Luca Ferrari

Spazi. Natura. Cordialità. È stato il mio primo viaggio all'estero da "babbo. Ce n'è uno e unico nella vita, il mio è stato in Finlandia. Fin da quando iniziai a pensare alla nazione scandinava come possibile meta, non avevo mai pensato che avrei realizzato una raccolta di testi corredata da immagini. Non che la poesia non fosse nelle mie corde ma la poesia per me è sempre stata istinto puro. È così fin da quando iniziai nel lontano luglio 1994. È  così anche ora.

Questa raccolta è stato un parto veloce e spontaneo. Un’esigenza d’anima. Voglio però essere ben chiaro: questi testi sono solo la prima parte. Sarebbe impensabile infatti pensare "di avere chiuso i conti con la Finlandia" senza aver ammirato lo spettacolo dell'aurora boreale, ma per quello si sa, luglio e agosto non sono i mesi ideali. Tra qualche anno, a neve abbondante caduta, ho già promesso al mio figlioletto Edoardo di appena cinque mesi e alla mia dolce moglie Antonella, di farvi ritorno.

Il viaggio finlandese è cominciato nella capitale Helsinki. Dopo una tappa nella fortezza di Suomenlinna, è proseguito su quattro ruote passando per Hanko fino a raggiungere il Circolo Polare Artico per poi adagiarsi nei boschi del Parco Nazionale di Oulanka. Sulla via del ritorno, dopo Savonlinna, da vedere assolutamente Porvoo il cui grande rammarico è non averci pernottato. Lì nel mezzo, una cascata di meraviglia naturalistica e umana.

16 poesie in tutto, con l'ultima che avrei fatto volentieri a meno di scrivere. Sgorgata impetuosa dopo i vili attentati terroristici nella città di di Turku. In attesa dunque di far ritorno in Finlandia e scrivere nuove poesie, se volete leggere Finlandia, terra di spontanea meraviglia (2017, di Luca Ferrari) in  formato pdf, non avete che da contattarmi in privato scrivendomi a luca.goestowest@gmail.com

A bordo del volo Finnair “Venezia-Helsinki”, sopra i cieli finlandesi © Luca Ferrari
Il lungomare di Hanko © Luca Ferrari
Rovaniemi, il villaggio di Babbo Natale © Luca Ferrari
Finlandia, nel cuore del Parco Nazionale di Oulanka © Luca Ferrari
Le luci crepuscolari di Kuusamo © Luca Ferrari

giovedì 1 giugno 2017

L'Actv di Venezia merita più rispetto

Venezia, un vaporetto linea 1 passa sotto il ponte di Rialto © Luca Ferrari
I residenti e i loro malumori da una parte, la massa turistica dall'altra. Lì nel mezzo, l'Actv di Venezia, troppo spesso preso a mal parole per "colpe inimmaginabili". È ora di finirla!

di Luca Ferrari

Troppi turisti a Venezia? Colpa dell'Actv! Troppo stretti i battelli? Colpa del personale Actv! Troppo caldo? Ma è chiaro, colpa dell'Actv! Pontili intasati al Lido nel dopo-spiaggia? Indovinate un po', è colpa dell'Actv! L'estate è ormai arrivata con afoso anticipo e come sempre a Venezia i residenti sfogano troppo spesso i propri malumori contro il personale dell'Actv, l'Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano, volgarmente quelli che guidano i vaporetti e fanno scendere le persone.

Ormai è una costante (un patetico luogo comune, ndr) e d'estate peggiora oltre modo. Sarebbe ora di finirla. Sarebbe ora di essere più costruttivi e supportare il personale nei momenti di sovraffollamento. Sarebbe ora che l'Actv venisse trattato con maggior rispetto. Chiedere informazioni e magari far presente un disservizio è un dovere del cittadino, la maleducazione no. Non è tollerabile.

Chiunque lavori, merita rispetto ed è da un pezzo ormai che vedo uomini, donne e giovani impiegati nella suddetta azienda prendersi parole per le motivazioni più assurde. Sfatiamo poi un mito: non è assolutamente vero che “il cliente ha sempre ragione” come avrebbe detto il “Fassbenderiano” Steve Jobs. Il cliente può avere ragione solo se si rivolge in modo garbato e rispettoso. Il singolo passeggero può permettersi di sbraitare ciò che gli pare, una persona in servizio deve comunque rispondere a un capo e a un certo contegno, talvolta (a ragione) abbandonato dopo l'ennesima aggressione verbale.

Vorrei dunque chiarire alcuni dettagli ai miei concittadini:
  • Venezia è una città turistica e come tale viene visitata da milioni di turisti. Se ritenete che la flotta vada modificata, portate le vostre proposte negli uffici preposti. È difficile che un marinaio possa cambiare le cose mentre è impegnato nel suo lavoro. D'estate i pontili del Lido sono stracolmi. La varietà di battelli però è indubbia. Diversificare il percorso è una soluzione che chiunque può fare. Per chi abitasse a Cannaregio basso o Santa Croce, il ferry boat è un'ottima e fresca alternativa
  • I turisti hanno bagagli ingombranti, è vero. I mezzi al momento utilizzati andrebbero di sicuro adeguati ma non è certo un qualcosa che chi guida un vaporetto sia in grado di fare sul momento. Mi rendo conto che è più facile scaricare le proprie frustrazioni insultando il prossimo o magari scrivendo un dotto post su Facebook ma nel mondo civile si parla, ci si confronta e si trova una soluzione
  • Il personale Actv è fin troppo educato considerati gli insulti che riceve. Non esistono persone più speciali di altre. Residenti e turisti hanno gli stessi diritti di salire di un mezzo pubblico. Se quando andate all'estero foste insultati dai locali mentre scattate l'ennesimo selfie, vi farebbe così tanto piacere? A me no. Non di meno mi chiedo: a voi piacerebbe essere presi a mal parole mentre fate il proprio lavoro? Meno che meno!
  • “L'Actv guadagna un sacco per non fare un cazzo”. Una delle frasi più banali e stupide che si senta dire in giro per la laguna. Personalmente non conosco gli stipendi del personale ma di sicuro il proprio lavoro lo fanno, e questo a prescindere dalle condizioni meteorologiche (umidità pioggia, acqua alta) e gli umori del prossimo
  • In ogni città del mondo esiste il problema del traffico, qualcosa del tutto alieno a Venezia. I ritardi possono esserci e ci sono, mi pare chiaro. Siamo esseri umani d'altronde e non robot. Se d'estate un vaporetto fa ritardo, non è per chissà quale congiura ordita ai vostri danni. Aumentando la presenza umana in città, spesso si perde più tempo a far salire a bordo e scendere le persone 
  • L'Actv non è il demonio e poi mi chiedo perché nessuno parli mai delle costanti gentilezze e attenzioni che hanno verso la popolazione. Aiutare gli anziani e le mamme con carrozzina a scendere, solo per dire le più elementari Io stesso una volta fui aiutato, riuscendo a salire per ultimo sul ferry boat all'imbarcadero del Tronchetto dopo che le tre macchine davanti a me furono fatte avanzare di pochi centimetri l'una. Quanto bastava per non farmi restare a terra. 
Si, non è sempre facile vivere a Venezia ma la soluzione non è di sicuro insultare l'Actv.

Venezia, il vaporetto linea 1 a zonzo per il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, il vaporetto linea 1 sta per attraccare alla fermata di Rialto Mercato © Luca Ferrari 
Venezia, il motoscafo linea 4.1 a zonzo lungo il canale della Giudecca © Luca Ferrari

Venezia, il vaporetto linea 1 a zonzo per il Canal Grande © Luca Ferrari
Steve Jobs (2015, di Danny Boyle)
Venezia, il ferry boat solca la laguna passando davanti all'isola di San Giorgio © Luca Ferrari