martedì 20 marzo 2012

In viaggio con Paolo Melani

Castellina in Chianti (Si), località Gaggiole  © Luca Ferrari
A oltre 70 anni girava ancora su e giù per la Toscana alternandosi tra media e pubblicità. Il suo nome era Palo Melani (1930-2012), giornalista fiorentino. 

di Luca Ferrari

Da dentro la sua jeep ho scoperto zone rurali della Toscana che probabilmente non rivedrò mai più nella mia vita. Scendendo dalla sua macchina, andandomene dal suo ufficio per sempre, capii che tutte le notizie lì fuori non avrebbero significato nulla senza qualcuno con cui condividere la terra appiccicata al proprio block notes. viaggio con il giornalista Paolo Melani, scomparso oggi, 20 marzo 2012,

Sigaro toscano in bocca. Una stazza notevole. Uno di quei giornalisti del mestiere passati attraverso l’esperienza diretta della vita invece che tramite mille futili carte bollate. Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi, soleva dire Paolo Melani. Fondatore della casa editrice ItalNews, per più di quindici anni realizzò i due mensili in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) Toscana News e Chianti News, oltre al mgazine online Il Brivido Sportivo, incentrato sulla Fiorentina di cui era un grandissimo tifoso.

I miei primi articoli nacquero lì, a Firenze. Prima di allora solo una volta ero stato a farmi corteggiare dall’Arno, salendo fino in cima al Duomo di Santa Maria del Fiore. Come se avessi voluto dare un'occhiata a quello che sarebbe stato il mio futuro. Come se avessi avuto la percezione di una porzione di futuro della mia vita.

Il mio battesimo di fuoco avvenne nelle sale delle conferenze stampa di Palazzo Vecchio. E poco prima di entrare ero lì vicino che guardavo basito le statue nel loggiato della Galleria degli Uffizi: Leonardo da Vinci, Amerigo Vespucci, Dante Alighieri, Michelangelo, Giotto, Lorenzo De’ Medici, Niccolò Machiavelli, Francesco Guicciardini e ancora molti altri.

Iniziai a viaggiare per la Toscana. Impruneta, San Quirico d’Orcia, Castelnuovo Berardenga, Tavernelle Val di Pesa, Barberino Val d'Elsa, San Galgano, San Casciano Val di Pesa e tutti i piccoli comuni/frazioni del Chianti come Greve, Panzano, Gaiole, Castellina. Insieme al “vecchio” reporter ci misi poco a prendere confidenza con questi nomi e familiarizzare con i luoghi, facendo tappa anche per il magnifico territorio delle Crete Senesi in Val d’Orcia, spingendoci fino a Volterra e ritrovando la quiete per le gentili stradine della senese Montalcino.

La penna precedeva il computer. Un universo territoriale aperto alle sue sfumature più delicate. Dall’arte di Keith Haring alla poesia della vendemmia di cui la campagna del Chianti è uno degli indiscussi simboli in Italia e nel mondo. Strenuo difensore del territorio, il giornalismo di Paolo Melani era informazione senza bisogno di scoop. Il registratore veniva lasciato acceso tutta il dì e la notte. E ancora di primo mattino, per cogliere l’espressione arruffata dei paesaggi e il legame con le sue ricette.

Quando la campagna fiorentino-senese iniziò a essere chiamata Chiantishire, Paolo Melani era lì. Vedendo trasformarsi poco conosciuti casolari in Bed & Breakfast e agriturismi. Un giorno fummo fianco a fianco in via ufficiale. A rappresentare la testata durante una serata dedicata alla vendemmia dello zafferano. A Pontassieve (Fi), tra le storiche mura del Castello del Trebbio. Una cena sontuosa terminata con castagne arrostite all’aperto in tardo (e freddo) autunno. E lì fuori, la luce delle stelle. A catapultare per sempre certe radici in qualcosa di più una semplice impronta.

Paolo Melani lo ricordo così. Instancabile a dispetto dell’età. Perennemente preoccupato ogni qual volta mi gettassi in mezzo alla strada ignorando l’esistenza di strisce pedonali. Un Old Man "NeilYounghiano". Quel tipo di uomo che bisognerebbe incontrare almeno una volta nella vita prima di prendere certe decisioni. Paolo Melani l’ho sempre visto così. Una bicicletta che scendeva da un poggio. Senza badare troppo alla funzionalità dei freni. La Toscana, e soprattutto il Chianti non saranno più gli stessi senza Paolo Melani (1930 – 2012).

Chianti © Luca Ferrari